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Versetto del Giorno

I pensieri dell’uomo diligente producono di certo abbondanza; Ma l’uomo disavveduto cade senza fallo in necessità

Proverbi 21:5


 

Capitolo 19



1E GIOBBE rispose, e disse:
2Infino a quando addoglierete voi l’anima mia, E mi triterete con parole?
3Già dieci volte voi mi avete fatta onta; Non vi vergognate voi di procedere così stranamente meco?
4Ma pure, sia così certamente che io abbia fallito, Il mio fallo dimorerà meco.
5Se pur volete innalzarvi sopra a me, E volete rimproverarmi il mio vituperio,
6Sappiate ora che Iddio mi ha sovvertito, E ch’egli mi ha intorniato della sua rete.
7Ecco, io grido violenza, e non sono esaudito; Io sclamo, e non mi si fa ragione.
8Egli ha abbarrata la mia via sì che io non posso passare; Ed ha poste le tenebre sopra i miei sentieri.
9Egli mi ha spogliato della mia gloria, E mi ha tolta la corona del mio capo.
10Egli mi ha disfatto d’ogn’intorno, sì che io me ne vo via; Ed ha fatta dileguar la mia speranza, come quella di un albero;
11Ed ha accesa la sua ira contro a me, E mi ha reputato per uno de’ suoi nemici.
12Le sue schiere son venute tutte insieme, E si hanno spianata la via contro a me, E si sono accampate intorno al mio tabernacolo.
13Egli ha allontanati d’appresso a me i miei fratelli; I miei conoscenti si son del tutto alienati da me.
14I miei prossimi se ne son rimasti, Ed i miei conoscenti mi hanno dimenticato.
15I miei famigliari, e le mie serventi, mi tengono per istraniero; Io paio loro un forestiere.
16Io chiamo il mio servitore, ed egli non risponde, Quantunque io lo preghi di mia bocca.
17Il mio fiato è divenuto stranio alla mia moglie, Benchè io la supplichi per li figliuoli del mio ventre.
18Fino a’ piccoli fanciulli mi disdegnano; Se io mi levo, sparlano di me.
19Tutti i miei consiglieri segreti mi abbominano; E quelli che io amava si son rivolti contro a me.
20Le mie ossa sono attaccate alla mia pelle ed alla mia carne; E non mi è rimasto altro di salvo che la pelle d’intorno a’ miei denti.
21Abbiate pietà di me, abbiate pietà di me, o voi amici miei; Perciocchè la mano del Signore mi ha toccato.
22Perchè mi perseguitate voi come Iddio, E non vi saziate della mia carne?
23Oh! fosser pur ora scritti i miei ragionamenti! Oh! fosser pure stampati in un libro!
24Oh! fossero in sempiterno intagliati con uno scarpello di ferro E con del piombo, sopra un sasso!
25Ora, quant’è a me, io so che il mio Redentore vive, E che nell’ultimo giorno egli si leverà sopra la polvere;
26E quantunque, dopo la mia pelle, questo corpo sia roso, Pur vedrò con la carne mia Iddio;
27Il quale io vedrò, gli occhi miei lo vedranno, e non un altro; Le mie reni si consumano in me.
28Anzi dovreste dire: Perchè lo perseguitiamo noi? Poichè la radice della parola si ritrova in me.
29Temiate della spada; Perciocchè il supplicio dell’iniquità è la spada; Acciocchè sappiate che vi è un giudicio.


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